Dai giovani al microcredito, dalla vicinanza alle donne ad un fondo credito per l’abitare: queste le sfide che attendono il nuovo direttivo della Fondazione Welfare Dolomiti Belluno guidato nuovamente dalla Presidente Francesca De Biasi.

Dai giovani al microcredito, dalla vicinanza alle donne ad un fondo credito per l’abitare: queste le sfide che attendono il nuovo direttivo della Fondazione Welfare Dolomiti Belluno guidato nuovamente dalla Presidente Francesca De Biasi.
Nei giorni scorsi si è riunita a Belluno l’assemblea dei soci della Fondazione Welfare Dolomiti Belluno (che ha visto anche la presenza del nuovo presidente della Provincia Marco Staunovo Polacco) per ratificare il nuovo comitato direttivo formato dalla riconfermata presidente Francesca De Biasi che sarà affiancata dai vicepresidenti Claudia Scarzanella e Rudy Roffarè, insieme ai nuovi componenti Don Mario Doriguzzi e Alessandra Magagnin.

Ripartire dalle persone per costruire comunità più forti. È da questa visione concreta che la Fondazione Welfare Dolomiti Belluno rilancia la propria azione sul territorio puntando su strumenti capaci di sostenere e di permettere il vivere nella nostra provincia a persone in temporanee difficoltà economiche.
Al centro della “missione” della Fondazione resta promuovere il benessere sociale, economico e culturale delle comunità bellunesi, con un’attenzione strategica al contrasto dello spopolamento, temi questi portati anche alla recente assemblea della Fondazione per fare il punto sul passato ma soprattutto per definire le linee di sviluppo future.

Tra i risultati più significativi emerge il rilancio del progetto Microcredito, riattivato alla fine del 2024 e consolidato nel corso del 2025 dopo alcuni anni di stasi. Si tratta di uno strumento che, nel suo primo decennio di vita, tra 2012 e 2022, ha già sostenuto oltre 500 persone, e che oggi è ripartito con una struttura rafforzata e una rete ampia di associazioni, enti e volontari.
«Il suo valore – ha spiegato la presidente della Fondazione Welfare Francesca De Biasi – non risiede soltanto nell’erogazione di piccoli prestiti garantiti, ma soprattutto nell’approccio: accompagnare le persone in temporanea difficoltà economica attraverso percorsi di orientamento finanziario e consulenza, evitando logiche assistenzialistiche e promuovendo responsabilità e consapevolezza». In particolare il progetto prevede, per circa 20 mila euro, aiuti a persone e/o famiglie in situazione di temporanea difficoltà finanziaria che non riescono ad accedere al prestito bancario tradizionale a seguito di eventi di carattere non ordinario; sono già sei gli interventi solo nei primi due mesi di quest’anno. Non viene prevista l’erogazione diretta di fondi al beneficiario, ma l’intervento si propone di effettuare il diretto pagamento delle spese approvate. A Belluno, inoltre, si è tenuto verso la fine dello scorso anno il corso gratuito “Microcredito in Rete”, finalizzato a formare operatori a supporto di persone in difficoltà economica non bancabili: vi hanno partecipato 46 persone di cui poi 23 hanno garantito un impegno concreto. Sostanziale la presenza di regia del comitato d’intesa, uno dei soci della fondazione, come della diocesi e dei caf dei diversi fondatori.

Ancora, l’iniziativa “Un Aiuto Subito” rappresenta una risposta immediata e concreta alle famiglie colpite da infortuni mortali o gravi sul lavoro, offrendo un sostegno economico nei momenti più delicati, quando alle difficoltà emotive si sommano quelle pratiche. Grazie ad un protocollo di intesa tra organizzazioni sindacali e datoriali che si sono occupati della raccolta Fondi, è stato possibile sostenere con 4.000 euro una famiglia colpita dal grave lutto per un incidente mortale sul lavoro.

In parallelo, prosegue l’impegno per il sostegno alla genitorialità nelle aree montane con il progetto “Nido in montagna”, che contribuisce alle spese per i servizi educativi della prima infanzia per le famiglie a basso reddito residenti nelle terre alte (oltre i 600 metri d’altitudine), incentivando così la permanenza in questi territori. Per entrambi i progetti si ricorda il contributo dell’autore Paolo Doglioni che da anni devolve parte dei ricavati ai progetti della fondazione.

La Fondazione è poi parte attiva nel contrasto alla violenza sulle donne, intervenendo concretamente con la copertura delle spese di alloggio nei primi giorni di accoglienza in strutture protette. «Un supporto che è stato recentemente rafforzato, estendendo il periodo di copertura, e che rappresenta un aiuto fondamentale per garantire protezione e sicurezza in una fase estremamente delicata», aggiunge ancora la presidente. Grazie ad un finanziamento che dovrà essere ricevuto nel 2026, infatti,  la Fondazione ha aumentato da tre a cinque giorni il periodo pagato dell’alloggio.

Non manca, infine, uno sguardo rivolto alle nuove generazioni, considerate centrali per il futuro del territorio. Il concorso “Noi a Belluno – Ci Sto Bene” ha coinvolto una ventina di giovani tra i 15 e i 25 anni nella produzione di brevi video o di reel in un racconto diretto e autentico del vivere in provincia, stimolando una riflessione positiva sull’abitare in montagna e contribuendo a costruire una narrazione alternativa allo spopolamento.

In prospettiva, la Fondazione guarda al 2026 con nuove progettualità. Tra queste, una borsa di ricerca e orientamento rivolta a giovani laureandi che scelgono di dedicare i propri studi al territorio bellunese, e un fondo di garanzia per l’abitare, pensato per facilitare l’accesso agli affitti e attrarre nuovi residenti, offrendo risposte concrete alle esigenze di chi sceglie di vivere e lavorare in montagna. Il fondo sta prendendo corpo con un progetto concreto condiviso con il nuovo Presidente della Provincia perché sia uno strumento integrato con un piano integrato di governo.